Nome obiettivo
Casa al mare, College fund, anticipo per la prima casa, integrazione pensionistica: prima di tutto diamo un nome al progetto.
Piano d’investimento mensile · Metodo per obiettivi
Non partiamo dal prodotto e neppure dal rendimento che vorremmo ottenere. Partiamo dall’obiettivo: come si chiama, quanto ti serve, tra quanti anni vuoi raggiungerlo e quanti anni hai oggi. Poi colleghiamo il piano a un profilo di rischio coerente.
Come funziona ↓Il metodo
“Voglio investire 300 euro al mese” è un punto di partenza possibile, ma lascia aperta la domanda più importante: 300 euro al mese per ottenere cosa?
Un piano per comprare una casa tra 8 anni, creare 100.000 euro di capitale tra 20 anni o integrare la pensione non sono lo stesso problema. Cambiano il tempo disponibile, la tolleranza alle oscillazioni e la somma che occorre accantonare.
Nel metodo per obiettivi il rendimento non è il fine. È una delle variabili che possono aiutare a collegare risorse di oggi e progetto di domani. Dare un nome all’obiettivo aiuta anche a rendere il piano più concreto.
Casa al mare, College fund, anticipo per la prima casa, integrazione pensionistica: prima di tutto diamo un nome al progetto.
La meta viene espressa in euro. È il capitale che il piano cerca di raggiungere.
Il tempo è una variabile fondamentale: più è lungo, più il piano può distribuire lo sforzo nel tempo.
Serve a collocare l’obiettivo nel percorso di vita e a leggere meglio l’orizzonte disponibile.
Obiettivo + tempo + profilo di rischio → somma mensile necessaria.
Fai due conti
Inserisci nome dell’obiettivo, importo, tra quanti anni vuoi raggiungerlo ed età attuale. Poi scegli il profilo di rischio oppure usa il percorso orientativo più sotto. Il simulatore calcola la somma mensile teoricamente necessaria. Il capitale iniziale è posto pari a zero.
Somma mensile stimata
—da investire ogni mese
La linea grigia mostra quanto avresti versato. La linea verde mostra il capitale stimato applicando le ipotesi di rendimento selezionate. Se programmi un cambio di profilo, il percorso viene ricalcolato dalla scadenza scelta.
Questa tabella non suggerisce di aumentare il rischio per abbassare la rata: serve a mostrare quanto il risultato dipenda dall’ipotesi di rendimento utilizzata. Per rendere il confronto leggibile, qui ogni profilo è mantenuto costante per tutta la durata.
Prima di assumere più rischio, il piano può essere ripensato intervenendo sul tempo o sull’importo dell’obiettivo.
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Simulazione didattica. Non sono considerati costi, fiscalità, inflazione o eventuali garanzie. Per semplicità i versamenti sono ipotizzati a fine mese.
Prima di scegliere il profilo
Puoi fare un breve percorso orientativo. Non cerca di dirti “quanto sei coraggioso”: prova a mettere insieme tempo, reazione alle perdite, bisogno di liquidità, priorità e familiarità con gli investimenti.
Alla fine ottieni un’indicazione orientativa da Prudente ad Aggressivo e, se vuoi, puoi riportarla automaticamente nel simulatore qui sopra. La profilazione prevista dalla normativa sarà svolta durante l’incontro.
Test orientativo. Questo percorso serve solo a farti ragionare sul rapporto tra tempo, oscillazioni e obiettivi. Il profilo di rischio previsto dalla normativa verrà effettuato durante l’incontro con la procedura e la documentazione previste. Il risultato qui mostrato non sostituisce quindi la profilazione normativa.
Profilo orientativo
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Da dove arriva l’idea
L’approccio per obiettivi nasce dall’incontro tra teoria di portafoglio, finanza comportamentale e pratica del wealth management. L’idea centrale è semplice: per una persona il rischio non è soltanto la volatilità del portafoglio, ma anche la possibilità di non riuscire a finanziare un obiettivo importante.
La Modern Portfolio Theory formalizza il rapporto fra rendimento e rischio e il ruolo della diversificazione. Il goals-based investing non cancella Markowitz: prova ad adattare il problema del portafoglio alla vita concreta dell’investitore.
Thaler studia il modo in cui le persone dividono mentalmente il denaro in “conti” diversi: casa, vacanze, pensione, emergenze. Questo comportamento diventa una delle basi concettuali del successivo investimento per obiettivi.
La Behavioral Portfolio Theory descrive investitori che costruiscono il patrimonio per strati e obiettivi differenti, con esigenze di sicurezza e aspirazioni che possono convivere nello stesso patrimonio.
Chhabra amplia il problema oltre il solo rischio di mercato e distingue rischio personale, rischio di mercato e obiettivi aspirazionali. Una delle sue conclusioni è che, per l’investitore individuale, l’allocazione del rischio dovrebbe precedere l’asset allocation.
Gli autori integrano teoria media-varianza e mental accounts. Nel loro modello il rischio di ciascun “conto” può essere definito anche come probabilità di non raggiungere una soglia-obiettivo.
Brunel ha avuto un ruolo importante nel trasformare queste idee in un processo di wealth management comprensibile al cliente: definire gli obiettivi, quantificarli e ordinarli, costruire portafogli coerenti e seguirli nel tempo.
Quindi, chi ha pensato il metodo? È più corretto parlare di un’evoluzione: Markowitz ha posto le fondamenta della teoria di portafoglio; Thaler ha mostrato come le persone organizzano mentalmente il denaro; Shefrin e Statman hanno costruito una teoria comportamentale del portafoglio; Brunel, Chhabra e Das/Markowitz/Scheid/Statman hanno contribuito a trasformare queste intuizioni in framework goal-based utilizzabili nella gestione patrimoniale.
Fonti
Le fonti sotto sono state scelte per distinguere il concetto di investimento per obiettivi dalla semplice idea commerciale di “dare un nome a un PAC”.
Richard H. Thaler, “Mental Accounting Matters”, Journal of Behavioral Decision Making.
Hersh Shefrin e Meir Statman, “Behavioral Portfolio Theory”, Journal of Financial and Quantitative Analysis.
Ashvin B. Chhabra, “Beyond Markowitz: A Comprehensive Wealth Allocation Framework for Individual Investors”, The Journal of Wealth Management.
Sanjiv Das, Harry Markowitz, Jonathan Scheid e Meir Statman, “Portfolio Optimization with Mental Accounts”, Journal of Financial and Quantitative Analysis.
Jean L. P. Brunel, “Goal-Based Asset Allocation”, CFA Institute, 2011.
CFA Institute, “Wealth Planning”: il goals-based planning collega le risorse finanziarie agli obiettivi e struttura portafogli coerenti con singoli obiettivi e orizzonti temporali.
Possiamo partire da obiettivo, tempo e somma mensile risultante e verificare con dati reali costi, fiscalità, inflazione, liquidità disponibile e strumenti utilizzabili.